AGL ALLEANZA GENERALE DEL LAVORO LAZIO
giovedì 6 agosto 2026
giovedì 23 giugno 2022
IL 17 GIUGNO 2022 SI E' SVOLTO, A MILANO, IL CONGRESSO NAZIONALE DELL'AGL. ROBERTO FASCIANI CONFERMATO SEGRETARIO GENERALE PER I PROSSIMI QUATTRO ANNI. ELETTO IL NUOVO COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE DELL'AGL.
Il Segretario Generale ha, nella sua relazione, approvata all'unanimità dal Congresso, illustrato il ruolo del lavoro alla luce degli eventi storici occorsi quali la pandemia ed il conflitto che sta sconvolgendo l’Ucraina. Il tessuto produttivo nazionale è chiaramente scosso per non dire declinante ed il lavoro deve trovare all’interno di questo contesto un nuovo ruolo ed un nuovo significato, anche con riferimento all’Europa. Infortuni sul lavoro, precarizzazione, quarta rivoluzione industriale, globalizzazione sono questioni fondamentali. Il sindacato dovrà fare pesare le istanze sociali, ma ancora una volta ribadisce il Segretario Generale, occorre avere una prospettiva europea. I sindacati tradizionali e organizzati non sono in grado di ovviare a molti problemi del mondo del lavoro. La situazione politica non aiuta, in particolare per la perenne litigiosità dei partiti e lo stato di continua campagna elettorale in cui versa la politica nazionale. Il Governo Draghi aveva un mandato limitato, siamo in una fase di passaggio. Le forze sociali devono proporsi costruttivamente. Ma la continua dinamica politica non consente di risolvere i problemi perché non esistono forze stabili di riferimento. Sono state attuate misure valide quali il reddito di cittadinanza ma tale misura non ha risposto alle esigenze di lavoro e produttive. La situazione economica si sta aggravando con l’inflazione, il caro vita, la scarsità energetica. Come sindacato l’AGL, deve essere conflittuale ma anche capace di utilizzare a beneficio dei lavoratori le situazioni favorevoli dal punto di vista contrattuale. Non esistono in Italia politiche del lavoro ed industriali ed il mondo dell’imprenditoria è in crisi. Alcune questioni nazionali sono ancora irrisolte: la crisi del mezzogiorno, ad esempio. L’Italia deve operare una svolta in questioni essenziali: l’ambiente, le fonti dell’energia, l’investimento su formazione ed istruzione, sul lavoro femminile. Occorre maggiore impegno nel sindacato, ma l’organizzazione si è mossa bene in particolare attraverso il patronato ed il centro di assistenza fiscale. Stiamo lavorando bene rispetto alle forze ed alle dimensioni dell’organizzazione. A Milano e in diverse zone del Paese il sindacato inizia ad essere conosciuto. L’obiettivo però è diffondere capillarmente l’organizzazione su tutto il territorio nazionale. Importante è tenere presente che numerosi soggetti si sono rivolti all’organizzazione ed hanno trovato ascolto e competenza.
mercoledì 21 settembre 2016
ROBERTO FASCIANI DIRETTORE DI EUROPE CHINESE NEWS
Roberto Fasciani è il nuovo Direttore di EUROPE CHINESE NEWS.
“EUROPE CHINESE NEWS” secondo il Sole 24 Ore (21. 3.2012), è “la più importante testata in ideogrammi scritta e stampata in Italia”. Fondata nel 2004, distribuita in Italia e in Europa, la pubblicazione ha anche una versione online in cinese sul sito http://www.ozhrb.eu e in inglese sul sito http://www.ihuarenbao.com/en/ . La Presidente della Società editrice è Angela Zhou, imprenditrice ben conosciuta, anche fondatrice e Presidente di MILAN HUAXIA GROUP, società a capo del gruppo HUAXIA, una delle più importanti imprese cinesi in Italia. Il suo gruppo ha interessi in molti settori fra cui: media on e offline, media center, e-commerce globale, organizzazione di eventi, studi di consulenza, import ed export di beni di lusso e di prodotti alimentari, hotel, enoteche, ristoranti cinesi e occidentali, food & beverage, catering e ospitalità, agenzie di viaggi, società di consulenza per investimenti , promotore di mostre, studi legali, società di assicurazione, centri culturali e altri modelli multi-business. MILAN HUAXIA GROUP è una delle aziende di proprietà di imprenditori cinesi più influenti in Italia e una tra le più importanti società cinesi a livello internazionale.
giovedì 26 novembre 2015
L'efficacia temporale della nuova disciplina delle mansioni
Il Tribunale di Roma, con sentenza depositata il 30 settembre 2015, si è pronunciato per la prima volta sull'efficacia temporale del nuovo art. 2103 c.c., modificato dal dlgs n.81/2015, che permette al datore di lavoro di modificare le mansioni del dipendente che rientrano nello stesso livello di inquadramento del contratto collettivo. Per i giudici di Roma il demansionamento costituisce una sorta di “illecito permanente”, che si attua e rinnova ogni giorno in cui il dipendente è mantenuto a svolgere mansioni inferiori.
Pertanto “la valutazione della liceità" del demansionamento voluto dal datore "va necessariamente compiuta con riferimento alla disciplina legislativa e contrattuale vigente giorno per giorno”. Non conta, quindi, il momento in cui è iniziato il demansionamento, poiché se l’azienda ha adibito il lavoratore a mansioni inferiori sul piano “professionale” ma equivalenti su quello dell’inquadramento contrattuale collettivo, con l’entrata in vigore del nuovo decreto viene sanato l’illecito ed interrotto sia il demansionamento sia il computo dell’eventuale risarcimento del danno professionale arrecato al dipendente.
giovedì 22 ottobre 2015
27 OTTOBRE-13 NOVEMBRE 2015, A ROMA, VIA ERCOLE BOMBELLI 22, MOSTRA DELL'ARTISTA FILIPPO SODDU
Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083
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Spazio aperto 2015
FILIPPO SODDU
RECOLLAGE
fra pensiero e materia
Martedì 27 ottobre 2015 alle ore 18,00 a Roma presso lo Studio Arte Fuori Centro via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra di Filippo Soddu "Recollage fra pensiero e materia"a cura di Giorgio Bonomi
L’esposizione rimarrà aperta fino al 13 novembre, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.
L’evento è il terzo appuntamento di Spazio Aperto 2015 ciclo di quattro mostre in cui l’associazione culturale Fuori Centro ha invitato gallerie e critici di altre regioni italiane a segnalare artisti appartenenti al proprio territorio per tracciare i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.
"La mostra presenta al pubblico gli ultimi lavori dell’artista milanese Filippo Soddu nei quali la pittura si fonde con il collage, opere che sono il risultato di un percorso concettuale in cui l’azione dell’artista si registra sulla tela nella sua fase conclusiva: le aggregazioni di materia che si condensano sulla superficie pittorica, sono la testimonianza di un’azione di distruzione e ricostruzione simbolica di un universo che chiede di essere ordinato e nuovamente accolto. L’atto creativo è dunque il risultato di una fase performativa che si dà al pubblico come momento di riconciliazione tra materia e pensiero.
Soddu può vantare tre ascendenti storici per queste sue recenti opere: Pablo Picasso, la Pittura monocroma e Mimmo Rotella. Picasso perché è lui l’inventore del collage, tecnica usata dal Nostro; la Pittura monocroma perché questa viene da lui praticata e Rotella per gli “strappi” di carta che creano i pezzi con cui realizza i collage. Soddu peraltro, a differenza del Maestro calabrese, non si limita alla pars destruens (lo strappo, la lacerazione appunto), ma procede ulteriormente con un’azione di ricomposizione dei frammenti, ed è proprio questa fase quella che più affascina Soddu".
Recollage
fra pensiero e materia
Giorgio Bonomi
Già il titolo di questa mostra di Filippo Soddu ci immette nelle
complessità della tecnica e dei contenuti delle sue opere. Recollage
è un termine più appropriato di collage anche se il procedimento,
introdotto da Pablo Picasso e Georges Braque, è lo stesso.
Infatti il Nostro taglia, strappa, frantuma della carta per poi “rincollarne”
i pezzi sulla tela o sulla tavola.
Ed anche il sottotitolo, “fra pensiero e materia”, ci rimanda
direttamente a quella divisione tra realtà spirituale e realtà
materiale che René Descartes definiva res cogitans e
res extensa, la cui unione poteva esserci nella ghiandola
pineale, per cui metaforicamente quest’ultima, per l’arte
di Soddu, è l’opera che appunto unisce pensiero (e sentimento,
emozioni eccetera) e materia (il supporto, la carta, il colore
eccetera).
Soddu, quindi, si riallaccia alla storia (della filosofia e
dell’arte) senza timore di apparire “inattuale”; del
resto l’arte (vera) è sempre inattuale, altrimenti sarebbe
“moda”, e sempre ha degli ascendenti cui riferirsi e,
nello stesso tempo, da cui allontanarsi: così si dipana
la storia dell’arte, come tutte le altre storie, con i loro
progressi e le loro involuzioni.
Picasso con i papiers collés negava la regola fin lì seguita
dall’arte, basata sul colore e il pennello, e dimostrò che
non esistono materiali nobili, e puri, e materiali volgari,
e poveri, per cui ogni mezzo, ogni materia è in grado
di esprimere i contenuti che l’artista vuole fissare sulla e
con l’opera.
Ma, se Picasso e Braque prendevano e usavano delle c
arte “imitative” della materia (il legno, il marmo, l’impagliatura
di una sedie ed altro ancora), Soddu lavora in modo più
concettuale ed astratto: infatti colora un foglio di carta, lo
spezzetta e lo (r)incolla sul supporto, a sua volta già preparato
con una passata o due di pittura, e su cui poi ripassa il colore,
ad “uniformare” l’intera composizione. Questa si offre monocroma
– non nel senso assoluto di un solo colore, bensì in quello
della “risultante”, cioè come appare all’occhio dell’osservatore
–, riallacciandosi ad un altro concetto (e modalità) basilare
dell’arte contemporanea, la monocromaticità che, da Malević
in poi ha influenzato tanta arte visiva.
Se poi riflettiamo sui titoli che Soddu dà alle sue opere,
comprendiamo ancora meglio le sue operazioni. “Aggregazione”
sta ad indicare la “ricostruzione” di senso di quei frammenti ottenuti
con gli strappi – si noti che qui l’artista fa un passo ulteriore rispetto
al decollage di Mimmo Rotella –, quindi evidenzia la possibilità
di rinascita, di evoluzione, anche di fronte alla frantumazione e
alla decostruzione (ancora un ricordo, un’eco di un’altra Avanguardia
storica, quel Futurismo che voleva realizzare “la ricostruzione
futurista dell’universo”).
E c’è di più: se in tutte le storie del Cubismo troviamo che
questa tecnica viene introdotta nel 1912, dopo che nel 1911
erano state usate le lettere dell’alfabeto sull’opera, in Soddu
troviamo un movimento esattamente inverso: dal collage,
che comunque viene conservato nelle sue modalità, all’introduzione
aggiuntiva della scrittura alfabetica nelle opere. Infatti, in una
recente serie di lavori, troviamo delle frasi tratte dai racconti di
Franz Kafka il quale annullava le connessioni causali tra spazio
e tempo come faceva il collage storico e come fa Soddu nel
rinnovamento attuale di tale metodo.
Non vorrei, però, che con questa mia analisi “chirurgica” delle
opere di Soddu si perdesse il piacere che, al contrario dell’algidità
critica, si prova alla prima visione delle sue opere: sempre delicate,
liriche, ed anche quando il colore si scurisce e i frammenti
sono più evidenti, mostrando pure una leggera aggettanza che
dà all’opera la tridimensionalità, il contenuto non appare
drammatico bensì intensamente “pensoso”, severo, e richiama
la prima fase del Cubismo parigino, quello analitico che, non a
caso, si esprimeva con toni scuri e quasi monocromi.
Soddu pratica l’arte da alcuni anni portando avanti il suo discorso
con rigore, senza tentennamenti né mutamenti repentini, certo
con i necessari sviluppi ma tutti interni al suo sentire e al suo dire,
dimostrando così quella coerenza che è un’altra caratteristica
necessaria all’arte e all’artista, per essere tali.
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